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	<title>Ideecongusto &#187; Vino | Ideecongusto</title>
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		<title>Come scegliere un buon vino</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Oct 2016 10:43:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucrezia Balducci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cibo]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[Vino]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ottobre è un mese importante per gli amanti del vino, poiché siamo in periodo di vendemmia. Non voglio parlare delle qualità nutrizionali del vino, ma se vuoi leggere qualcosa al riguardo, ti invito a scaricare il nostro ebook gratuito sul vino (clicca qui) Oggi, infatti, voglio parlarti di come scegliere un buon vino. Noi di Idee...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Ottobre è un mese importante per gli amanti del <strong>vino</strong>, poiché siamo in periodo di vendemmia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Non voglio parlare delle qualità nutrizionali del vino, ma se vuoi leggere qualcosa al riguardo, ti invito a scaricare il nostro ebook gratuito sul vino (<a style="color: #333333;" href="http://www.ideecongusto.it/scopri-il-vino-ottobre-2015/" target="_blank">clicca qui</a>)</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; color: #333333;"><strong>Oggi, infatti, voglio parlarti di come scegliere un buon vino.</strong></span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;"> Noi di Idee con Gusto lo scorso anno abbiamo organizzato un evento dedicato all&#8217;argomento. I partecipanti hanno avuto l’occasione di sperimentare dal vivo come scegliere un buon vino. L’evento è stato per questo motivo molto apprezzato.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Spesso ho avuto l’arduo compito di dover comprare una bottiglia di vino. Sicuramente sarà capitato anche a te o almeno ti sarà successo di avere tra le mani una bottiglia di vino.</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;"> La domanda che ti sarà venuta spontanea sarà stata <strong>“quale scelgo?”</strong> oppure <strong>“sarà buono?”</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Converrai con me trovare nei paraggi un sommelier che ti levi tutti i tuoi dubbi amletici del caso è solo una gran fortuna! <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Quindi che si fa?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Come per tutti i prodotti alimentari la prima cosa da fare è leggere l’etichetta.</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;"> Da questa grande risorsa si riesce a capire la gradazione (e di conseguenza immaginare l’effetto che ha su chi lo beve) ed il giusto utilizzo. Anche chi non beve, saprà sicuramente che ogni vino si sposa meglio con specifiche pietanze.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; color: #333333;"><strong>Cosa c&#8217;è oltre l&#8217;etichetta?</strong> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Un <strong>vino</strong> di buona qualità non si riconosce leggendo l’etichetta o assaggiandone un po’.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Sono stati infatti svolti diversi studi nei quali la qualità è stata valutata in base al <strong>prezzo</strong> (<a style="color: #333333;" href="http://(http://livebetterlife.net/wp-content/uploads/2013/09/Vol.3-No.1-2008-Evidence-from-a-Large-Sample-of-Blind-Tastings.pdf" target="_blank">leggi lo studio</a>), all’<strong>annata</strong> (<a style="color: #333333;" href="http://www.liquidasset.com/WEILVDQS.PDF" target="_blank">clicca qui</a>) e considerando le <strong>riserve</strong> particolari (<a style="color: #333333;" href="http://www.wineecoreports.com/Working_Papers/Text/WP_2003/Weil.pdf." target="_blank">leggi qui</a>). Tutti portano alla conclusione che la vera qualità del vino non dipende da questi fattori, come invece il marketing vuole farci credere. In parole semplici è solo frutto della nostra mente, dei nostri condizionamenti, associare un buon vino all’annata, alle riserve (<a style="color: #333333;" href="http://www.pnas.org/content/105/3/1050.full" target="_blank">leggi come il marketing influenza le nostre scelte</a>).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; color: #333333;"><strong>Che fare quindi?</strong></span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;"> Io ti consiglio di evitare di comprare nella grande distribuzione e di <strong>affidarti ad un buona enoteca</strong> (se crei un rapporto di fiducia con il negoziante è meglio, ti saprà dare le dritte giuste sulla scelta).</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;"> Scegli un negoziante che magari ha anche i <strong>vini di produzione propria</strong> e quindi può darti del buon vino senza che tu spenda molto per prodotti di pregiate aziende vinicole.<strong> La produzione locale ha anche le sue eccellenze</strong>.</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;"> Se poi hai un po’ più di tempo a disposizione ed il luogo dove abiti lo permette, credo sia ancora più bello <strong>andare direttamente in una buona azienda vinicola</strong>.</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;"> Ultimamente molte aziende, soprattutto nei week end, organizzano <strong>percorsi gustativi</strong> che vale la pena di sperimentare, è facile trovarli sul web o ancora meglio sui social.</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;"> Sarà sicuramente un’esperienza emozionante, di cui ne beneficeranno tutti i tuoi sensi.</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;"> Se poi porterai una bottiglia di questo vino alla cena al quale sei stato invitato, rimarrai nella<strong> memoria</strong> di chi riceverà il regalo oltre ad essere apprezzato dai commensali.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Sarai sicuramente d’accordo con me che non è necessario essere un sommelier per scegliere il vino che ci piace (i sommelier oltre alla passione, studiano e fanno esperienza, quindi lasciamo a loro recensioni tecniche!). In questa sede ci interessa bere del vino che non nuoccia alla salute (ricorda la<strong> quantità di solfiti</strong> presenti è rilevante) e che ci piaccia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">E’ importante saper scegliere un buon vino, ma ancora più importante è sviluppare la consapevolezza di dove andarlo ad acquistare. </span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">A cura di Nicoletta Paolillo, biologa ricercatrice</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; color: #333333;">Seguiteci anche su <a style="color: #333333;" href="https://www.facebook.com/AssociazioneCulturaleIdeeConGusto/?fref=ts"><u>Facebook</u></a>, <u><a style="color: #333333;" href="https://twitter.com/IdeeConGusto">Twitter</a>, <a style="color: #333333;" href="https://it.pinterest.com/ideecongusto/" target="_blank">Pinterest</a></u> e <a style="color: #333333;" href="https://plus.google.com/109116124936979521386"><u>Google +</u></a></span></p>
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		<title>Romani di ieri. Impero del Cibo di oggi</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Mar 2016 21:49:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucrezia Balducci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[In Programma]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Nell&#8217;immaginario collettivo le scene di banchetto romano sono ritratti di vita quotidiana pieni di allegria, cibo a volontà e vino a fiumi. Questo è vero, ma solo in parte; è sicuramente prerogativa di quella fetta di popolazione agiata, che godeva di numerosi privilegi grazie al grande potere economico e politico che aveva acquisito nel tempo....</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Nell&#8217;immaginario collettivo le scene di banchetto romano sono ritratti di vita quotidiana pieni di<strong> allegria</strong>, <strong>cibo</strong> a volontà e<strong> vino</strong> a fiumi. Questo è vero, ma solo in parte; è sicuramente prerogativa di quella fetta di popolazione agiata, che godeva di numerosi <strong>privilegi</strong> grazie al grande potere economico e politico che aveva acquisito nel tempo. Si tratta di uomini e donne d’affari, personaggi politici, rappresentanti degli dei sulla terra, ma più di tutti gli imperatori, con le rispettive famiglie, strette o allargate. Come oggi, nell’antica Roma in genere si usava consumare <strong>tre pasti al giorno</strong>. Si partiva con lo <em>ientaculum</em> (la nostra colazione), tra la terza e la quarta ora (corrispondente più o meno alle 8:30), per poi continuare il <em>prantium</em> verso l’ora settima (intorno alle ore 12:00) e terminare con la <em>cena </em>intorno alla tredicesima ora (ovvero le 19:00-20:00).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; color: #333333;"><a href="http://www.ideecongusto.it/wp-content/uploads/2015/05/polio.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-2095" src="http://www.ideecongusto.it/wp-content/uploads/2015/05/polio-200x200.jpg" alt="antichi romani idee con gusto" width="200" height="200" /></a>Ed è proprio la <strong>cena</strong> il momento d&#8217;incontro per eccellenza, in cui il piacere dello stare insieme, unitamente all’ostentazione del proprio <em>status</em> sociale, anima le stanze delle numerose ville urbane e suburbane. L’élite, l’unica a potersi permettere la cucina in casa, cenava stesa sui <strong>triclini</strong> attorno a una tavola riccamente imbandita, mentre la stragrande maggioranza dei romani, seduti su sgabelli e panche di legno affollava le numerosissime <strong>bettole e taverne</strong> (<em>popinae</em>) della città, dove con pochi sesterzi si poteva avere del pane, una zuppa calda e un bicchiere di vino. Si mangiava tutto con le mani, lavate tra una portata e l’altra, o con i cucchiai (nel caso di zuppe). La <strong>forchetta</strong> <strong>era infatti ignota ai romani</strong>.</span></p>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; color: #800000;">Ma cosa si mangiava in questi banchetti aristocratici?</span></h5>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">La <strong>carne</strong> si mangiava pochissimo; contrariamente a quanto si possa pensare, in quest’epoca il pane era quasi sconosciuto e in sostituzione i Romani usavano la <strong>polenta</strong>. Si chiamava <em>Puls</em> ed era composta da un impasto di farina di farro cotta in acqua e sale (il mais farà la sua comparsa solo dopo la scoperta dell’America) ed era insaporita con formaggi, uova, funghi o frutta. Progressivamente, man mano che l’Urbe entrava in contatto con le popolazioni conquistate, la varietà dei cibi aumentava. Selvaggina, pesce, oltre che i prodotti derivati dalla <strong>vite</strong> e l’<strong>olivo</strong> fecero la loro definitiva comparsa sulle tavole dei benestanti, anche se i più poveri continuavano a condurre una <strong>dieta prevalentemente vegetariana</strong>. Inoltre spezie, dolci e frutti provenienti soprattutto dai regni ellenistici d’Asia e dall’Egitto scatenarono la fantasia dei cuochi romani, che da quel momento elaborarono una gastronomia ricchissima. I romani amavano oltremisura lo <strong>zenzero</strong>, il <strong>pepe</strong>, lo <strong>zafferano</strong>; più che condire, queste spezie ricoprivano letteralmente le pietanze, fino a fargli perdere l’originario sapore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Altro elemento indispensabile nella cucina romana era il “<em>garum</em>”, una salsa fatta di <strong>interiora di acciughe o sgombri</strong> sotto sale, essiccate per molti giorni e all’occorrenza speziate. Ne esistevano vari tipi e i romani (di qualunque ceto sociale) ne erano talmente ghiotti da consumarne grandissime quantità, come fanno oggi gli americani con il ketchup o la mostarda.</span></p>
<h5 style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; color: #800000;">Ma cosa bevevano?</span></h5>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Oltre all’acqua, i Romani amavano innaffiare i propri pasti con il <strong>vino</strong>, mentre la <strong>birra</strong> (fatta con l’<strong>orzo</strong> e non col luppolo) era considerata una bevanda per poveri o barbari. Tanti erano i vini importati dalla Grecia, sia per il sapore, che per le qualità di conservazione. Esistevano numerose qualità di vini: da quelli più economici alla portata di tutti, serviti dalle numerose <em>tabernae</em> presenti nell’Urbe, a quelli d’annata dai costi proibitivi. Date le tecniche “artigianali” di produzione, il vino dei romani aveva un  <strong>gusto molto diverso da quello odierno</strong>. Per conservarlo senza farlo guastare, ad esempio, veniva spesso mischiato con la <strong>resina</strong>, che gli dava un aroma particolare. La sua gradazione alcolica era inoltre molto alta, tanto che per risultare bevibile doveva essere diluito con l’acqua. D’inverno, al vino speziato poteva essere aggiunta dell’acqua calda, che lo rendeva una sorta di <strong>vin brulè</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">A cura di Clelia Alfonsi, archeologa</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Riferimenti bibliografici: </span><span style="font-size: 10pt;">Nico Valerio, <em>La tavola degli Antichi</em>, Milano 1989; </span><span style="font-size: 10pt;">Andrea Giardina, <em>L&#8217;uomo romano</em>, Bari 1993; </span><span style="font-size: 10pt;">Jérôme Carcopino, <em>La vita quotidiana a Roma</em>, Bari 1971; </span><span style="font-size: 10pt;">Carlo Casi, <em>La cucina nel mondo antico. Archeologia e storia dell’alimentazione dalla Preistoria al Medioevo</em>, Grosseto 2009; </span><span style="font-size: 10pt;">Rosaria Ciardiello, <em>Cibus. I sapori dell’antica Roma</em>, Napoli 2010.</span></p>
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