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	<title>Ideecongusto &#187; Enogastronomia | Ideecongusto</title>
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		<title>Gocce di Relax &#124; Infusi di Erbe aromatiche</title>
		<link>https://www.ideecongusto.it/relax-infusi/</link>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2017 16:57:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucrezia Balducci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cibo]]></category>
		<category><![CDATA[Cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Dalle foglie alle tazze, il relax è assicurato anche con le piante aromatiche &#8220;sempre verde&#8221; che possiamo coltivare sul balcone: rosmarino e salvia. Per chi va sempre di fretta e ha bisogno di fermarsi, con una tazza calda in mano, a chiacchierare tra amici o a liberare la mente in un attimo di desiderata solitudine. Per...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Dalle foglie alle tazze, il relax è assicurato anche con le piante aromatiche &#8220;sempre verde&#8221; che possiamo coltivare sul balcone:<strong> rosmarino</strong> e <strong>salvia</strong>. Per chi va sempre di fretta e ha bisogno di fermarsi, con una tazza calda in mano, a chiacchierare tra amici o a liberare la mente in un attimo di desiderata solitudine. Per chi prende la vita con il giusto peso ed ogni giorno si ritaglia 5 minuti di <strong>tempo per sè</strong>. Insomma, per chi ha voglia di preparare una tazza di infuso, ecco qualche consiglio usando le <strong>erbe aromatiche</strong>.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Il metodo dell&#8217;<strong>infusione</strong> è utilizzato tipicamente per fiori, foglie e parti erbacee, permettendo l&#8217;estrazione dei principi attivi e degli aromi di piante officinali (o altri alimenti solidi, come le radici o tuberi) con l&#8217;immersione in acqua calda. In particolare, è usuale versare l&#8217;acqua sulla preparazione, per poi filtrarla, in modo da usare le materie prime fresche o essiccate. Ecco qui qualche consiglio.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;"><span style="background-color: #99cc00; color: #ffffff;"><strong>ROSMARINO</strong></span> &#8211; Il rosmarino è un arbusto appartenente alla famiglia delle Lamiaceae. Originario dell&#8217;Europa, Asia e Africa, è considerato una pianta medicinale grazie ad alcune sostanze contenute nelle foglie fresche o essiccate e nell’olio essenziale. Più in particolare, i rametti e le foglie raccolti da maggio a luglio e fatti seccare all&#8217;ombra, hanno proprietà aromatiche, stimolanti l&#8217;appetito e le <strong>funzioni digestive</strong>, carminativi, tonici e stimolanti per il<strong> sistema nervoso</strong>, il fegato e la cistifellea. Il rosmarino è, inoltre, consigliato per infezioni generiche come tosse o asma. L&#8217;infuso viene utilizzato per gargarismi, lavaggi e irrigazioni cicatrizzanti; o per cataplasmi antinevralgici e <strong>antireumatici</strong>. I fiori raccolti da maggio ad agosto, hanno proprietà simili alle foglie; in infuso per uso esterno sono rigeneranti e risananti.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Una idea particolare? Aggiunto all&#8217;acqua da bagno serve come corroborante, <strong>purificante</strong> e per<strong> tonificare la pelle</strong>.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;"><span style="color: #ffffff;"><strong><span style="background-color: #339966;">SALVIA</span></strong></span> &#8211; Anche la salvia è un genere di piante odorose appartenenti alla famiglia delle Lamiaceae. La specie più nota, largamente usata in cucina, è la Salvia officinalis (la salvia in senso stretto). Contiene molte sostanze come tujone, cineolo, borneolo, linalolo, betaterpineolo e beta-cariofillene che ha <strong>proprietà antisettiche</strong>. La salvina e la picrosalvina agiscono sull&#8217;apparato gastro-intestinale. L&#8217;acido carnosico è un <strong>antiossidante</strong> ed anti-infiammatorio. Gli acidi caffeico, rosmarinico, clorogenico ed il ferulico stimolano la cistifellea. Contiene anche flavonoidi quali luteolina, salvigenina, genkwanina, cirsimaritina ed ispidulina, che hanno azione antiossidante ed estrogenica. Per tutte queste sostanze e qualità la salvia ha varie proprietà farmacologiche che sono state sfruttate nei secoli, quali: amaro-tonica, antisettica, digestiva, diuretica, balsamica, emmenagoga (inducente il flusso mestruale), spasmolitica, coleretica (cioè aumenta la produzione di bile), ipoglicemica, estrogenica, trofica per il surrene. Le nostre nonne consigliavano una semplice tisana a base di limone e salvia in caso di mal di stomaco. E’ una <strong>pianta prettamente femminile</strong> poiché ricca di fitoestrogeni, molto utili alle donne in generale ma soprattutto a quelle che si avvicinano alla menopausa. E’ bene quindi usarla per cucinare, bere l’infuso (ne bastano una, due foglie) e usarla anche sottoforma di olio essenziale (poche gocce nell’acqua del bagno, nel bruciatore di essenze o unite all’olio di massaggio). </span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Ed inoltre.. ha una funzione <strong>disinfettante</strong> ed antisettica: le sue foglie possono essere usate come sbiancante dei denti (basta strofinarla), rinfrescare la bocca e lenire le infiammazioni delle gengive e del cavo orale.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"><strong><span style="color: #800000;">Vuoi altri consigli e spunti interessanti? Leggi il nostro E-Book redatto dalla dott.ssa Nicoletta Paolillo <span style="background-color: #800000; color: #ffffff;">(<a style="color: #ffffff; background-color: #800000;" href="http://www.ideecongusto.it/scopriamo-le-erbe-aromatiche-maggio-2015/" target="_blank">qui la versione integrale</a>)</span></span></strong></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><strong><span style="color: #800000;">Leggi anche &gt; pillole di saggezza sulle Erbe aromatiche <span style="background-color: #800000; color: #ffffff;"><a style="color: #ffffff; background-color: #800000;" href="http://www.ideecongusto.it/sapeviche-erbearomatiche/" target="_blank">(qui)</a></span> e come coltivare sul balcone le Erbe rilassanti <span style="background-color: #800000; color: #ffffff;">(<a style="background-color: #800000; color: #ffffff;" href="http://www.ideecongusto.it/lorto-sul-balcone-relax-break/" target="_blank">qui</a>)</span></span></strong></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><strong><span style="color: #800000;"><a style="color: #800000;" href="https://www.facebook.com/AssociazioneCulturaleIdeeConGusto/" target="_blank">Facebook</a></span></strong></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><strong><span style="color: #800000;"><a style="color: #800000;" href="https://twitter.com/IdeeConGusto" target="_blank">Twitter</a></span></strong></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><strong><span style="color: #800000;"><a style="color: #800000;" href="https://plus.google.com/109116124936979521386" target="_blank">G+</a></span></strong></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><strong><span style="color: #800000;"><a style="color: #800000;" href="https://it.pinterest.com/ideecongusto/" target="_blank">Pinterest</a></span></strong></span></p>
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		<title>Le ricette del Natale di Idee con Gusto_Le Cartellate</title>
		<link>https://www.ideecongusto.it/ricetta-cartellate/</link>
		<comments>https://www.ideecongusto.it/ricetta-cartellate/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 04 Dec 2016 16:58:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucrezia Balducci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Se avete seguito il nostro viaggio nel Gusto, saprete già cosa vi aspetta (ecco qui l&#8217;articolo completo &#62; clicca) Le nostre città di origine, Bari-Napoli-Ancona, ci offrono queste meraviglie&#8230; Iniziamo questo viaggio da Bari, con le Cartellate, dolce tipico natalizio. Un ringraziamento particolare a Nonna Gina che ci ha concesso la sua ricetta tradizionale. CARTELLATE Ingredienti:...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Se avete seguito il nostro viaggio nel Gusto, saprete già cosa vi aspetta (ecco qui l&#8217;articolo completo &gt;<a style="color: #333333;" href="http://www.ideecongusto.it/il-natale-di-idee-con-gusto-tra-ricordi-e-ricette/" target="_blank"> clicca</a>)</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Le nostre città di origine, Bari-Napoli-Ancona, ci offrono queste meraviglie&#8230; Iniziamo questo viaggio da <strong>Bari, con le Cartellate, dolce tipico natalizio</strong>. Un ringraziamento particolare a Nonna Gina che ci ha concesso la sua ricetta tradizionale.</span></p>
<p><strong><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">CARTELLATE</span></strong></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Ingredienti:</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">500 gr. farina 00</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">500 gr. semola rimacinata</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">100 gr. olio di oliva (caldo)</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">100 gr. vino bianco (caldo)</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">1 pizzico di sale fino</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">acqua calda q.b.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Olio di semi di arachide per friggere</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Vincotto (possibilmente di uva o eventualmente di fichi)</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Cannella in polvere</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Chiodi di garofano in polvere</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Zucchero semolato</span></p>
<p><strong><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Procedimento</span></strong><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Su una spianatoia versare a fontana le farine mescolate, aggiungere l&#8217;olio e il vino caldi, il pizzico di sale, impastare aggiungendo man mano acqua calda e lavorare a lungo fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo.</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Dividere l&#8217;mpasto in pezzi da stendere in sfoglie sottili di circa 3 mm (magari utilizzando l&#8217;apposita macchina) e con una rotella smerlata, ricavare delle strisce larghe circa 4 cm e lunghe circa 25/30 cm.</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Piegare ogni striscia a metà nel senso della lunghezza e, iniziando da una estremità, pizzicare a intervalli di 2 o 3 cm la striscia formando delle conchette.</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Arrotolare ogni striscia a spirale unendo man mano le pareti delle conchette per lasciarle aperte e sigillare bene la parte finale. Da ogni striscia si otterrà così una rosetta cioè una cartellata.</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Fare asciugare bene le cartellate (anche per un giorno) e friggerle in abbondante olio di semi di arachide, rigirandole, fino a doratura. Porre le cartellate a sgocciolare su carta assorbente.</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">In un tegame portare a bollore il vincotto e immergere un po&#8217; per volta le cartellate rigirandole delicatamente per farle impregnare bene.</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Poichè durante questa fase il vincotto potrebbe tendere man mano ad addensarsi, si consiglia di diluirlo eventualmente con un po&#8217; di vino bianco.</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Scolare le cartellate e disporle a strati su un piatto da portata spolverando ogni strato con un po&#8217; di cannella e chiodi di garofano in polvere e un po&#8217; di zucchero semolato.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">A cura di Lucrezia Balducci (e nonna Gina)</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #800000;">E voi cosa preparerete? Scriveteci a info@ideecongusto.it per pubblicare la vostra ricetta!</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le ricette del Natale di Idee con Gusto_Lo Stoccafisso</title>
		<link>https://www.ideecongusto.it/ricetta-stoccafisso/</link>
		<comments>https://www.ideecongusto.it/ricetta-stoccafisso/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 04 Dec 2016 16:40:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucrezia Balducci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Se avete seguito il nostro viaggio nel Gusto, saprete già cosa vi aspetta (ecco qui l&#8217;articolo completo &#62; clicca) Le nostre città di origine, Bari-Napoli-Ancona, ci offrono queste meraviglie&#8230; Ora siamo ad Ancona con lo Stocafisso alla Anconitana STOCCAFISSO ALL&#8217; ANCONITANA   Per 4 persone Ingredienti: 1 kg. di Stoccafisso già bagnato di prima qualità  2 agli...</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Se avete seguito il nostro viaggio nel Gusto, saprete già cosa vi aspetta (ecco qui l&#8217;articolo completo &gt;<a style="color: #333333;" href="http://www.ideecongusto.it/il-natale-di-idee-con-gusto-tra-ricordi-e-ricette/" target="_blank"> clicca</a>)</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Le nostre città di origine, Bari-Napoli-Ancona, ci offrono queste meraviglie&#8230; Ora siamo <strong>ad Ancona con lo Stocafisso alla Anconitana</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;"><strong>STOCCAFISSO ALL&#8217; ANCONITANA  </strong></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Per 4 persone</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Ingredienti:</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">1 kg. di Stoccafisso già bagnato di prima qualità </span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">2 agli</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">1 rametto rosmarino</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">2 peperoncini (facoltativo)</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">1 costa di sedano verde</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">1/2 cipolla di media grandezza</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">1 carota</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">400 gr di pomodori (2 barattoli)</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">1,5 kg. di patate</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">1/5 litro di olio extra vergine di oliva</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">1/3 di litro di vino (l&#8217;ideale è il Verdicchio dei Castelli di Jesi)</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">½ litro acqua</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">sale q.b.</span></p>
<p><strong><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Procedimento </span></strong></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Pulire lo Stoccafisso ed eliminare la spina centrale, per poi tagliarlo a pezzi da predisporre in una teglia, preferendone una dal bordo alto. Adagiare lo stoccafisso nella teglia.</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Tagliare a piccoli pezzi il sedano, carota, cipolla e rosmarino. Usare il trito per condire lo Stoccafisso ed aggiungere sale q.b., olio extra vergine di oliva, vino, acqua e pomodorini.</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Portare ad ebollizione e cucinare per mezz’ora; aggiungere le patate a spicchi grandi e metterle sopra lo strato di Stoccafisso fino a coprirlo totalmente.</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Lasciarlo cuocere a fuoco lento per circa 1 ora.</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Toglierlo dal fuoco e lasciarlo intiepidire lentamente.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">A cura di Elisa Gemini (ma ovviamente la ricetta è quella della tradizione <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> ) </span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #800000;">E voi cosa preparerete? Scriveteci a info@ideecongusto.it per pubblicare la vostra ricetta! </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le ricette del Natale di Idee con Gusto_L&#8217;insalata di rinforzo</title>
		<link>https://www.ideecongusto.it/ricetta-insalata/</link>
		<comments>https://www.ideecongusto.it/ricetta-insalata/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 04 Dec 2016 16:13:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucrezia Balducci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Se avete seguito il nostro viaggio nel Gusto, saprete già cosa vi aspetta (ecco qui l&#8217;articolo completo &#62; clicca) Le nostre città di origine, Bari-Napoli-Ancona, ci offrono queste meraviglie&#8230; Siamo a Napoli con l&#8217;insalata di rinforzo INSALATA DI RINFORZO Ingredienti per 4/6 persone • 1 cavolfiore bianco di media dimensione 100 gr. di olive nere di...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Se avete seguito il nostro viaggio nel Gusto, saprete già cosa vi aspetta (ecco qui l&#8217;articolo completo &gt;<a style="color: #333333;" href="http://www.ideecongusto.it/il-natale-di-idee-con-gusto-tra-ricordi-e-ricette/" target="_blank"> clicca</a>)</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Le nostre città di origine, Bari-Napoli-Ancona, ci offrono queste meraviglie&#8230; <strong>Siamo a Napoli con l&#8217;insalata di rinforzo</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;"><strong>INSALATA DI RINFORZO</strong></span></p>
<p><strong><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Ingredienti per 4/6 persone</span></strong><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">• 1 cavolfiore bianco di media dimensione</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">100 gr. di olive nere di Gaeta</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">• 100 gr. di olive verdi</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">• 100 gr. Papaccelle </span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">• 100 gr. capperi sotto sale</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">100 gr. giardiniera (sottaceti misti)</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">6-8 acciughe sotto sale</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">pepe, sale, olio extravergine d’oliva, aceto di vino bianco.</span></p>
<p><strong><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Procedimento</span></strong><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Lavare il cavolfiore. Lessarlo in abbondante acqua salata, finché non si è cotto (deve comunque rimanere ben sodo quindi non essere troppo morbido). Scolarlo e lasciarlo raffreddare. Quando si sarà raffreddato, dividerlo in piccole parti (cime) e disporre tutte queste in una insalatiera. Condire con 4 cucchiai di olio e 4 cucchiai di aceto di vino bianco, aggiungere sale e pepe q.b. e rimescolare delicatamente. Prendere poi le pappaccelle, togliere il torsolo ed i semi e tagliarle grossolanamente in spicchi, dopodiché aggiungerle nell’insalatiera. Pulire poi le acciughe sotto sale, dividerle in filetti aggiungendole all&#8217;insalata insieme agli altri sottaceti (giardiniera), alle olive ed ai capperi dissalati con acqua abbondante. Girare delicatamente il tutto e lasciar riposare alcune ore prima di servire.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">A cura di Nicoletta Paolillo</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #800000;">E voi cosa preparerete? Scriveteci a info@ideecongusto.it per pubblicare la vostra ricetta!</span></p>
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		<title>Il Natale di Idee con Gusto, tra ricordi e ricette</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2016 15:58:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucrezia Balducci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>“C’era una volta…”, quasi tutte le storie iniziano così. Oggi te ne voglio raccontare una: la storia del Natale di Idee con gusto. Questa storia racconta di un viaggio molto speciale poiché anche se è ambientato nel presente, parla del tempo passato, delle tradizioni culinarie, quelle tipiche natalizie. E’ un viaggio particolare perché lo faremo...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;"><em>“C’era una volta</em>…”, quasi tutte le storie iniziano così. Oggi te ne voglio raccontare una: <strong>la storia del Natale di Idee con gusto</strong>. Questa storia racconta di un viaggio molto speciale poiché anche se è ambientato nel presente, parla del tempo passato, delle tradizioni culinarie, quelle tipiche natalizie. E’ un viaggio particolare perché lo faremo insieme, muovendoci lungo il nostro caro Stivale. <strong>Fai finta di chiudere gli occhi per un attimo ed immagina di salire sopra un tappeto volante</strong>. Ti porto con me, per vedere insieme cosa, noi di Idee con Gusto, mangiamo di tipico a Natale. Sarà un viaggio esclusivo perché oltre a descriverti alcuni piatti tipici, ti spiegherò anche il loro valore nutritivo.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Sei pronto/a? Il viaggio inizia&#8230;  </span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Partiamo dal Sud, precisamente da<strong> Bari, città di Lucrezia</strong>. Qui la festa a tavola si vive maggiormente la vigilia (<strong><em>antipasto crudo di pesce fresco</em></strong>, <strong><em>zuppa di pesce</em></strong>, <strong><em>cavatelli ai frutti di mare</em></strong>, <strong><em>anguilla </em></strong>e <strong><em>pesce arrostito</em></strong>). Il giorno di Natale la tavola è più “leggera”  poiché si mangiano tortellini con brodo di carne, agnello al forno.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;"><strong>Dal punto di vista nutrizionale</strong> <strong>i piatti della vigilia, tutti a base di pesce, sono fonti di proteine di alta qualità (animali) e di sali minerali. Il pesce freschissimo, è fonte anche di acidi grassi “buoni”, i cosiddetti omega 3, utili sopratutto per prevenire le malattie cardiovascolari. </strong></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Il dolce a Natale non manca neanche a Bari, ed ecco le cosiddette<strong> <em>Cartellate</em></strong><em>, </em>dolci fritti, condite con vino cotto (di uva o fichi), cannella e chiodi di garofano </span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;"><strong>Dal punto di vista nutrizionale è un alimento fritto, quindi và mangiato con moderazione. La ricetta richiede l’uso di olio di arachidi, uno dei più salutari, per questo tipo di cottura. La presenza di spezie fanno si che ci siano nutrienti con buone proprietà come ad esempio antimicrobica, digestiva nel caso della cannella.  </strong></span></p>
<p><span style="color: #800000; font-size: 12pt;">&gt; Leggi la ricetta originale delle cartellate di &#8220;nonna Gina&#8221; (<a style="color: #800000;" href="http://www.ideecongusto.it/ricetta-cartellate/" target="_blank">clicca qui</a>)</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Salutiamo Bari e proseguiamo il viaggio salendo verso Nord. Arriviamo a <strong>Napoli</strong>, la mia città natale. </span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Il Natale a Napoli è una festa molto particolare, direi unica; è infatti dove nasce la tradizione della tombola, del presepe e dei canti di natale (Tu scendi dalle stelle e Astro del ciel, sono partenopei), e della commedia (famosa è la rappresentazione teatrale <em>Natale in casa Cupiello</em>). Cosa mangiamo noi napoletani di tipico, il giorno di Natale? Beh, l’elenco sarebbe lungo, quindi ti parlo solo di due piatti molto particolari: il primo è quella che familiarmente a Napoli chiamiamo<strong>  </strong><em>“<strong>A menest”</strong></em>  (<strong>la minestra</strong>).  Una pietanza in cui ci trovi un po’ di tutto, dalle verdure alla carne. Le verdure sono quelle stagionali e sono miste, cicoria, scarole piccole e un po’ di borragine. I fruttivendoli le vendono già come verdure per la minestra, messe insieme di proposito. Una volta lessate, sono messe in brodo di carne. La ricetta originale prevede che il brodo sia realizzato con carne di manzo (per brodo), ma c’è anche chi ci aggiunge carne di gallina, per insaporirlo ancora di più.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;"><strong>Dal punto di vista nutrizionale: è un piatto molto nutriente e sano poiché è ricco di proteine, vegetali ed animali, sali minerali, vitamine e fibre. Fa bene quindi a chiunque voglia gustarla.</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Per contorno ai secondi di pesce e di carne, c’è la cosiddetta<strong><em> insalata di rinforzo</em></strong>, un piatto il cui nome ti fa un po’ capire che cosa c’è: si tratta di un’insalata fatta con il cavolfiore bianco, lessato e condito con la cosiddetta <strong><em>giardiniera</em></strong> (carote, cipolle, cetriolini e sedano tutti sott’aceto), nonché olive bianche e nere (queste ultime rigorosamente di Gaeta) e capperi. Ci trovi anche le immancabili cosiddette <strong><em>papaccelle,</em></strong> peperoni piccoli e tondeggianti conservati anche’essi sott’aceto .</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;"><strong>Dal punto di vista nutrizionale questo è un piatto molto ricco di proteine animali e vegetali, non mancano i  minerali, le vitamine e le fibre</strong>. <strong>La ricca presenza di cavolfiore, rende questo piatto molto speciale, dalle proprietà antiaging e antitumorale. E’ quindi un piatto per tutti ad eccezione di coloro che soffrono di particolari patologie (gotta e iperuricemia), per i quali può essere tossico per la presenza di alcune sostanze (purine).</strong></span></p>
<p><span style="color: #800000; font-size: 12pt;">&gt; Leggi la ricetta dell&#8217;insalata di rinforzo (<a style="color: #800000;" href="http://www.ideecongusto.it/ricetta-insalata/" target="_blank">clicca qui</a>)</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Il pranzo termina con una ricca varietà di dolci dalla storia millenaria: <strong><em>Struffoli, Divini amore, roccocò, mostaccioli, susamielli</em> e <em>pasta reale</em></strong>, sono tutti dolci contenenti vari ingredienti, come cioccolato fondente, mandorle, miele, marmellate, scorze di agrumi vari, cedro e varie spezie, come cannella e chiodi di garofano.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;"><strong>Dal punto di vista nutrizionale forniscono tutti molta energia e grazie alla presenza di frutta secca, forniscono grassi “buoni”.  E’ consigliabile però non abusarne, per non accumulare un bel po’ di calorie. </strong></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Lasciamo Napoli e le sue tradizioni e arriviamo nelle Marche, precisamente ad <strong>Ancona città natale di Elisa</strong>.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Il natale marchigiano è anche ricco di tradizioni, le pietanze protagoniste in particolare sono lo <strong><em>Stoccafisso all’Anconitana</em></strong><strong> </strong>servito solitamente con pomodori e patate stufate. Non mancano poi i <strong><em>maccheroncini di Campofilone</em></strong>, la cui nascita sembra risalire al 1400; famosi anche per essere tra i preferiti di Giacomo Leopardi. E’ una tipica pasta all’uovo a cui è stata attribuita anche la denominazione IGP.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;"><strong>Dal punto di vista nutrizionale i piatti della tradizione marchigiana sono molto buoni. Il pesce è una buona sorgente di proteine e di omega 3. Anche la pasta, fatta con uova fresche, fornisce proteine ed inoltre, per la presenza di farina e semola, anche carboidrati e fibre.</strong></span></p>
<p><span style="color: #800000; font-size: 12pt;">&gt; Leggi qui la ricetta dello stoccafisso (<a style="color: #800000;" href="http://www.ideecongusto.it/ricetta-stoccafisso/" target="_blank">clicca qui</a>)</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Come dolce nominiamo il famosissimo <strong><em>Frustingo ascolano</em></strong>, di origine etrusca. Si tratta di un dolce natalizio a base di fichi secchi, noci, mandorle, pinoli, mosto e anice.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;"><strong>Dal punto di vista nutrizionale anche in questo caso abbiamo un buon mix di nutrienti, grazie alla la presenza di acidi grassi “buoni”, minerali, vitamine, proteine e carboidrati. Essendo molto calorico per la presenza di frutta secca, sarebbe meglio mangiarlo in quantità limitata e consumarlo lontano dai pasti principali.</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Beh ora il nostro viaggio è terminato, è arrivato il momento di scendere dal nostro tappeto volante. Spero che il viaggio ti sia piaciuto e ti abbia dato anche qualche conoscenza in più sulle bellissime tradizioni del nostro bel paese, che parlano di storia e cultura di un luogo.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Vale la pena di scegliere cosa mangiare e conoscere le tradizioni locali, in modo da valorizzare il nostro territorio, come noi di Idee con Gusto consigliamo spesso attraverso le nostre attività.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Ti auguro quindi di scegliere bene cosa mangiare nelle prossime feste natalizie e di valorizzare anche il tuo territorio. Cerca di prediligere infatti piatti tipici piuttosto che favorire ciò che il progresso e la moda vuole farti mangiare. Il Natale oggi è anche questo.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Buone Feste!</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">A cura della dott.ssa Nicoletta Paolillo, biologa ricercatrice, con il contributo di Elisa Gemini e Lucrezia Balducci</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #800000;">E voi cosa preparerete? Scriveteci a info@ideecongusto.it per pubblicare la vostra ricetta!</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Seguici!</span></p>
<p><strong><span style="font-size: 12pt; color: #800000;"><a style="color: #800000;" href="https://www.facebook.com/AssociazioneCulturaleIdeeConGusto/" target="_blank">Facebook</a></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: 12pt; color: #800000;"><a style="color: #800000;" href="https://twitter.com/IdeeConGusto" target="_blank">Twitter</a></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: 12pt; color: #800000;"><a style="color: #800000;" href="https://plus.google.com/109116124936979521386" target="_blank">G+</a></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: 12pt; color: #800000;"><a style="color: #800000;" href="https://it.pinterest.com/ideecongusto/" target="_blank">Pinterest</a></span></strong></p>
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		<title>La marmellata fai da te!</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Aug 2016 18:23:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucrezia Balducci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
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		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>E’ arrivato settembre e si ricomincia con solita routine. Molti di voi ricordano questo mese per l’inizio della scuola, i più tradizionalisti anche per le conserve fatte dalle mamme e dalle nonne. Il mondo delle conserve fatte in casa è vasto. Si potrebbe scrivere un libro. Oggi con la disponibilità delle varie risorse che ci...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">E’ arrivato settembre e si ricomincia con solita routine. Molti di voi ricordano questo mese per l’inizio della scuola, i più tradizionalisti anche per le<strong> conserve</strong> fatte dalle mamme e dalle nonne.</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Il mondo delle conserve fatte in casa è vasto. Si potrebbe scrivere un libro. Oggi con la disponibilità delle varie risorse che ci sono, gli appassionati tendono anche a sperimentare nuove ricette. Purtroppo alcune di queste descritte sul web oppure viste nei programmi TV culinari, rischiano di farci male, perché non osservano bene le <strong>procedure</strong> di sterilità o di conservazione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Quindi facciamo chiarezza&#8230; <strong>Come si preparano correttamente le conserve?</strong></span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Per ottenere un prodotto sicuro per la salute, Il ministero della Salute ha scritto nel 2014 una guida (<a href="http://www.salute.gov.it/imgs/c_17_pubblicazioni_2176_allegato.pdf" target="_blank">clicca qui</a>), che suggerisco a chi ha voglia di cimentarsi in questa arte oppure a chi vuole semplicemente aggiornarsi.</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">In questo articolo voglio però parlarvi delle conserve di frutta (marmellate e confetture), in particolare del confronto tra le “home made” (casalinghe) e quelle acquistate. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">E’ meglio la marmellata o la confettura?</span></strong><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Chiariamo subito che marmellate e confetture, non sono uguali. La differenza non sta nelle dimensioni della frutta (pezzi), ma nel tipo di frutta. Si definisce <strong>marmellata</strong> (<a href="http://Decreto Legislativo 50/2004 : definizione legale di marmellate e confetture in Italia" target="_blank">Decreto Legislativo 50/2004: definizione legale di marmellate e confetture in Italia</a>)  una <strong>conserva a base di agrumi</strong> (arance, mandarini, pompelmi e cedri), <strong>si parla di confettura nel caso della restante frutta</strong>; è sbagliato quindi dire marmellata di fragole, pesche ecc. Entrambi i tipi hanno una tipica consistenza, grazie alla pectina.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12pt;">La pectina. </span><span style="font-size: 16px;">Cos&#8217;è</span><span style="font-size: 12pt;">?</span></strong><span style="font-size: 12pt;"> </span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">E’ una <strong>sostanza naturale</strong> che si trova in particolare nella buccia, nei semi e nel torsolo e che si trasforma in gelatina, durante la cottura. Non tutti i frutti ne contengono la stessa quantità, varia in base al frutto (mele ed arance sono ricche, mentre kiwi, meloni e cocomeri ne sono quasi privi) e al grado di maturazione. Per la preparazione di marmellate/confetture è possibile utilizzare anche quella disponibile in <strong>commercio</strong>, (additivo alimentare, E 440) ed ottenuta principalmente da mele e dalla buccia d&#8217;arancia. Ovviamente alle normali concentrazioni usate, è innocua, mentre ad alte dosi, potrebbero insorgere problemi intestinali come meteorismo e flatulenza poiché agisce come se fosse una sostanza lievitante. Se si vuole evitare l’uso di quella commerciale, basta scegliere di usare per le proprie conserve,<strong> frutta ricca di pectina</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Che differenza c’è tra la marmellate/confetture fatte in casa e quelle che compriamo al <strong>supermercato</strong>?</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">La risposta si può avere dal confronto tra le “ricette della nonna”, che usiamo per prepararle in casa e le etichette di quelle che compriamo. La “ricetta della nonna” indica di unire la <strong>frutta</strong> (di stagione), lo <strong>zucchero</strong> (saccarosio) e pectina (opzionale) e cuocere il tutto. L’etichetta di ciò che compriamo al supermercato, guarda caso è ben più corposa. </span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Spesso sulla confezione troviamo delle diciture del tipo : “senza zucchero”, oppure con “zuccheri naturali aggiunti” oppure “solo zuccheri della frutta, senza aggiunta di pectina”</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Il marketing fa’ come sempre da padrone pur di invogliare all&#8217;acquisto.</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Per fortuna già da un po’ di anni è scomparsa la dicitura “<strong>senza zucchero</strong>”. Una norma ha stabilito il divieto di riportare tale dicitura sull&#8217;etichetta, poiché falsa. Infatti anche se non viene aggiunto il classico zucchero (saccarosio), vi si ritrovano comunque altri zuccheri, derivanti dalla frutta stessa, oppure aggiunti sottoforma di miscela (glucosio e fruttosio). Tranquilli, questa miscela è quella che in realtà si produce in modo naturale, con il passare del tempo, anche nelle marmellate fatte in casa (è dovuta alla cottura del saccarosio) ed è anche il motivo per cui trovate la marmellata casalinga più dolce, trascorso un po’ di tempo dalla sua preparazione.</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Per i non amanti dello zucchero, sappiate quindi che <strong>la marmellata senza zuccheri non esiste</strong>. D&#8217;altronde gli zuccheri sono indispensabili, oltre a trasformare la pectina in gel, servono per evitare la contaminazione batterica e quindi per evitare di intossicarvi.</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Se nel prodotto commerciale c’è della pectina “aggiunta”, come riportato nell&#8217;etichetta, non allarmatevi troppo, poiché non è molto diversa da quella già presente naturalmente nella frutta.</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Se trovate la scritta “<strong>solo zuccheri della frutta</strong>” non pensiate che ci siano solo quelli ottenuti dalla frutta usata. Potrebbe esserci molto probabilmente altri zuccheri, come per esempio, succo d’uva o di mela concentrati. In matematica si sa è la somma che fa’ il totale, quindi sappiate che anche questo tipo di succo aggiunto, contiene zucchero. Tenetelo in considerazione quindi se fate attenzione agli zuccheri che volete ingerire. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Come fare per capire quanti zuccheri sono contenuti?</span></strong><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Basta leggere la tabella nutrizionale riportata sull&#8217;etichetta, in genere sono tra il 40 e il 60%.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Dunque se quindi non siete tra i fortunati consumatori di conserve casalinghe, potete comunque comprarle. Cercate di acquistare conserve che riportano la scritta <strong><em>contiene naturalmente zuccheri</em> </strong>(<a href="http://Regolamento (CE) n. 1924/2006: stabilisce il senso dell’indicazione “senza zucchero”" target="_blank">Regolamento (CE) n. 1924/2006: stabilisce il senso dell’indicazione “senza zucchero”</a>), senza farvi prendere dalla fobia degli zuccheri, perché comunque per i motivi già detti, ne troverete sempre. L’importante è evitare prodotti troppo zuccherati.</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Per essere comunque certi di cosa EFFETTIVAMENTE mangiate, e per non essere presi in giro (pagando anche di più, un prodotto alla fine scadente) non credete ai claims pubblicitari, ma leggete BENE l’etichetta sul retro della confezione, siano essi zuccheri o qualcos’altro.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;"><a href="http://www.ideecongusto.it/il-pomodoro-fai-da-te/" target="_blank">Leggi l&#8217;articolo sulla salsa di pomodoro</a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333333;"><em><span style="font-size: 12pt;">A cura di Nicoletta Paolillo, biologa ricercatrice</span></em></span></p>
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		<title>Il pomodoro fai da te!</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Aug 2016 18:02:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucrezia Balducci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Tra agosto e settembre è tradizione del Sud fare la conserve di pomodori. Chi ha origini meridionali può ben confermare questa usanza, ancora molto in voga, nonostante l’era dei prodotti industriali e le mode. Non voglio soffermarmi su come queste vengono fatte. Ogni luogo/regione ha la sua “magica ricetta” che viene tramandata in modo quasi...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Tra agosto e settembre è tradizione del Sud fare la <strong>conserve di pomodori</strong>. Chi ha origini meridionali può ben confermare questa usanza, ancora molto in voga, nonostante l’era dei prodotti industriali e le mode.</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Non voglio soffermarmi su come queste vengono fatte. Ogni luogo/regione ha la sua “magica ricetta” che viene tramandata in modo quasi misterioso da padre a figlio. Sono cambiati magari i mezzi (dalla spremitrice a manovella a quella elettrica), ma il cuore della procedura è rimasto invariata, ad eccezione di quella fatta oggi dai “modernisti” con l’ausilio del famoso robot da cucina.</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">A chi è un po’ in erba, ma vuole “divertirsi” a fare questo tipo di conserva, consiglio la guida scritta nel 2014 dal Ministero della Salute (<a href="http://www.salute.gov.it/imgs/c_17_pubblicazioni_2176_allegato.pdf" target="_blank">clicca qui</a>), dove viene spiegato bene, come realizzare <strong>conserve alimentari a casa</strong>, senza incorrere in <strong>intossicazioni</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Partiamo dalla materia prima. <strong>Quale pomodoro scegliere?</strong></span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;"> Il progresso biotecnologico e la globalizzazione ha fatto si che oggi esistono oltre <strong>4 mila varietà di pomodori</strong>. Ovviamente non tutti sono perfettamente adatti per la famosa conserva. </span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Ricordo ancora ora, a distanza di molti anni, la differenza percettibile ad occhio nudo, che c’era tra i classici pomodori <em>San Marzano</em> (prodotto tipico campano) e quelli locali (rotondi ed enormi tipo <em>costoluto</em>), prodotti nella zona del sud Italia in cui ho vissuto. I primi molto più polposi e con poca acqua a differenza dei secondi. Quelli locali davano però un sugo più dolce di quello ottenuto dai pomodori <em>San Marzano</em>. Oppure le lunghe disquisizioni tra gli anziani del luogo, sul prodotto ottenuto ed ovviamente sui pomodori utilizzati (della serie ”il mio è meglio del tuo”). Sembrava di stare in un programma TV tipo Porta a Porta.</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Oggi, soprattutto in città, è il supermercato che ti fornisce la conserva di pomodoro. Oltre alle classiche conserve industriali, ed ai prodotti dell’era moderna, come i sughi già pronti, (che fanno rabbrividire i veterani delle conserve!), si scovano tra gli scaffali anche le conserve di altri tipi di pomodori, come datterini o corallini e chi più ne ha più ne metta. Non voglio dire che non sono adatti, anzi!. Sicuramente hanno il loro caratteristico sapore ed una specifica consistenza, che un buon cuoco riesce ad utilizzare in modo valido, per i suoi piatti. Ormai si sa, non solo i vini hanno i loro caratteristici accostamenti ;).</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Certo è che appartengono pur sempre alla grande industria e per il tempo che impiegano ad arrivare sulle nostre tavole, devono inevitabilmente contenere dei <strong>conservanti</strong>. Ne vale della nostra salute. </span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Se abbiamo comunque cura di ciò che mangiamo e non abbiamo modo di farli in casa, sarebbe preferibile comperarli da qualche <strong>piccolo produttore locale</strong> (al mercato coperto delle città si possono trovare), dopo aver ovviamente accertato la sicurezza del prodotto; oppure possiamo reperirli cercando su internet i piccoli produttori, i quali, oltre a preferire un metodo di conservazione che eviti l’aggiunta di conservanti, utilizzano magari pomodori locali, anziché quelli provenienti da qualche stato estero, di indubbia certificazione. In questo modo oltre alla nostra salute, potremmo salvaguardare il nostro bel Paese e le sue produzioni locali.</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Esistono anche associazioni e cooperative nate per portare avanti questa bellissima tradizione. Vale la pena cercarle e dargli una mano nel loro intento.</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Ne potrà beneficiare il nostro palato, nonché il nostro senso civico.</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;"> A voi la scelta!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; color: #333333;"><a href="http://www.ideecongusto.it/la-marmellata-fai-da-te/" target="_blank">Leggi anche l&#8217;articolo sulle conserve di frutta</a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333333;"><em><span style="font-size: 12pt;">A cura di Nicoletta Paolillo, biologa ricercatrice</span></em></span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ideecongusto.it/il-pomodoro-fai-da-te/">Il pomodoro fai da te!</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ideecongusto.it">Ideecongusto</a>.</p>
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		<title>Il tuo marchio mi dirà chi sei &#8211; Parte II</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jul 2016 16:58:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucrezia Balducci]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[consumo consapevole]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Abbiamo chiarito e semplificato cosa si intende per marchi DOP, IGP e STG (leggi la Prima parte dell&#8217;articolo). Ora scopriamo qualche curiosità dei prodotti italiani d&#8217;eccellenza, ma forse meno conosciuti rispetto, ad esempio, al Prosciutto di Parma e al Parmigiano Reggiano. Aceto balsamico tradizionale di Modena &#8211; DOP Il clima adatto per garantirne la qualità...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Abbiamo chiarito e semplificato cosa si intende per marchi DOP, IGP e STG (<a href="http://www.ideecongusto.it/il-tuo-marchio-mi-dira-chi-sei-parte-i/" target="_blank">leggi la Prima parte dell&#8217;articolo</a>). Ora scopriamo qualche <strong>curiosità dei prodotti italiani d&#8217;eccellenza</strong>, ma forse meno conosciuti rispetto, ad esempio, al Prosciutto di Parma e al Parmigiano Reggiano.</span></p>
<p><strong><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Aceto balsamico tradizionale di Modena &#8211; DOP</span></strong></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Il clima adatto per garantirne la qualità è estremo: freddo rigido di inverno e molto caldo (ma ventilato) in estate. È invecchiato nei sottotetti modenesi, e non in cantina, in botti di vari tipi di legno per almeno 1 anno.</span></p>
<p><strong><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Pane di Altamura &#8211; DOP</span></strong></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Ha reso noto in tutto il mondo il bel borgo della Murgia pugliese, dove, tra l&#8217;altro è stato rinvenuto uno dei più importanti resti di uomo preistorico.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">L&#8217;inconfondibile forma (che però ha più varianti), la cottura a legna e la mollica color giallo paglierino rendono il pane di Altamura uno dei DOP più ricercati anche fuori dai confini della sua terra.</span></p>
<p><strong><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Zafferano dell&#8217;Aquila &#8211; DOP</span></strong></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Preziosissima e delicatissima spezia ottenuta dagli stimmi rossi del Crocus Sativus, trova la sua origine principalmente sull&#8217;altopiano di Navelli ai piedi del Gran Sasso.</span></p>
<p><strong><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Speck dell&#8217;Alto Adige &#8211; IGP</span></strong></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Lo speck è un prosciutto crudo disossato,  stagionato all&#8217;aperto, speziato e leggermente affumicato soprattutto con legno di faggio.</span></p>
<p><strong><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Pomodoro di Pachino &#8211; IGP</span></strong></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Non fatevi trarre in inganno. Se si parla di pomodoro di Pachino IGP, allora sappiate che la sua zona di produzione è esclusivamente Siracusa e Ragusa. Con tutto il pomodoro &#8220;tipo Pachino&#8221; che c&#8217;è in giro è doveroso sapere cosa si sta comprando (e pagando).</span></p>
<p><a href="http://www.foodinitaly.com/" target="_blank">Vuoi scoprire tutti i prodotti italiani certificati? Visita il portale Food in Italy</a></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;"><em>A cura di Lucrezia Balducci </em></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Colora la tua tavola (nel modo giusto)</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jul 2016 16:59:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucrezia Balducci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cibo]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[coloranti]]></category>
		<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>E’ arrivata l’estate con tutto ciò che la caratterizza: sole, mare e colori. Il nostro guardaroba è una tavolozza di colori e se ci pensiamo bene, anche le nostre tavole. Madre natura in questa stagione, infatti, ci offre una grandissima varietà di frutta, verdura ed ortaggi di mille colori. Ma da dove arrivano questi colori?...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">E’ arrivata l’estate con tutto ciò che la caratterizza: sole, mare e colori. Il nostro guardaroba è una tavolozza di colori e se ci pensiamo bene, anche le nostre tavole. Madre natura in questa stagione, infatti, ci offre una grandissima varietà di frutta, verdura ed ortaggi di mille colori.</span><br />
<strong><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Ma da dove arrivano questi colori?</span></strong><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Ogni alimento che noi mangiamo ha un colore, percepito dai nostri occhi , che può essere naturale, oppure artificiale; il colore in questo caso deriva da<strong> un’ aggiunta all’alimento</strong>, di una <strong>sostanza naturale trattata</strong>, oppure <strong>sintetica</strong>. Qualsiasi tipo sia quella che viene aggiunta, si tratta dei cosiddetti coloranti, che insieme ai conservanti ed agli antiossidanti, fanno parte della numerosa categoria di sostanze denominate <strong>additivi alimentari</strong>. Poichè sono migliaia, vengono indicati in base ad un codice e un numero (variano da E100 a E 1599). Questi numeri vengono per legge, indicati nelle etichette di tutti i cibi che li contengono.</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">I coloranti vengono indicati come: E100-E109 – gialli, E110-E119 – arancione, E120-E129 – rossi , E130-E139 – blu e violetti , E140-E149 – verdi , E150-E159 – marroni e neri, E160-E199 – altri. </span><br />
<strong><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Ma a cosa servono?</span></strong><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">La maggior parte dei coloranti addizionati agli alimenti sono inutili (soprattutto i sintetici), alcuni sono solo usati dall’industria alimentare per <strong>motivi di marketing</strong>, cioè per rendere piacevole ai nostri occhi ciò che mangiamo, (<strong>quindi non per scopi nutrizionali!</strong>). Sostanzialmente dal punto di vista salutare quindi, non servono a nulla. In parole semplici, non hanno nessuna proprietà benefica!</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Dove li ritroviamo?</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Uno dei tanti esempi è la margarina, che è di colore giallino, ma solo per farla assomigliare di più al burro, oppure lo yogurt alla fragola che ha il colore ovviamente rosa in <strong>ricordo del frutto</strong>; o ancora le mazzancolle, quelle fresche sono grigie, mentre quelle che siamo abituate a vedere e comperare al supermercato sono spesso di colore rosso come il sangue (questo colore, ci dà l’idea che sono ancora vive, quindi che sono <strong>fresche</strong>). </span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Siamo talmente abituati a determinati colori che se l’industria propone lo stesso prodotto alimentare con un altro dì colore, noi non ci fidiamo. L’esempio è il Sanbitter rosso. Per un periodo l’azienda produttrice ha cercato di vendere la versione di colore bianco, ma l’idea non ha avuto successo, poiché noi siamo ormai abituati a quello rosso.</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Un altro esempio sono le bibite al <strong>sapore di menta</strong>. Le sostanze che danno l’aroma di menta sono trasparenti, ma l’industria aggiunge il colorante verde perché noi associamo alla menta il colore verde. Qualsiasi alimento che ha a che fare con questa erba aromatica, è per noi anomalo se non ha lo stesso colore della pianta.</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Altri esempi ben noti sono le <strong>caramelle</strong>. A tal proposito da un po’ di tempo, sulle confezioni di caramelle compare una scritta relativa ad alcuni coloranti: “E102-E104-E124 possono influire negativamente <strong>sull’attività e l’attenzione dei bambini</strong>.”</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;"><strong>Cosa significa?</strong> </span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Se fanno male non dovrebbero essere messi in alimenti per bambini, se invece sono segnalati, vuol dire che c’è un rischio (la maggior parte dei genitori, nonni e zii, avrà probabilmente ragionato in questo modo).</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Per non farla troppo lunga, questi coloranti negli anni passati sono stati sotto i riflettori per uno studio fatto dall’Università di Southampton. Questo studio rilevò un collegamento tra un mix di sei coloranti e l’iperattività nei bambini dai 3 agli 8 anni. Dopo vari studi e diatribe, la EFSA (Agenzia europea per la sicurezza degli alimenti) ha stabilito che questi coloranti<strong> non sono nocivi nelle dosi impiegate</strong>. La comunità europea, a scopo cautelativo, ha comunque<strong> reso obbligatoria la famosa dicitura sull’etichetta</strong>. La scelta quindi non rimane che al consumatore se fare oppure no l’acquisto.</span><br />
<strong><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Che fare quindi?</span></strong><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Mangiare di tanto in tanto prodotti contenenti coloranti non reca, nelle persone sane, chissà quale danno. Di sicuro è meglio<strong> prediligere prodotti senza coloranti o al massimo contenenti coloranti NATURALI</strong>, sopratutto nel caso di bambini. La soluzione migliore sarebbe per esempio mangiare dolci artigianali senza coloranti, come per esempio la famosa torta della nonna o la crostata della zia.</span><br />
<span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Sebbene anche l’industria alimentare sta ultimamente cercando di usare i coloranti naturali, ricordiamoci che esiste per qualsiasi alimento, una <strong>dose giornaliera ammissibile (DGA)</strong> per l’organismo umano, che se ingerita giornalmente per tutta la vita è senza rischi significativi per la salute. Tuttavia molti coloranti sono noti per avere attività allergica nei confronti di alcune soggetti predisposti. E’ necessario quindi leggere sempre bene le etichette degli alimenti che compriamo e stare attenti anche alle piccoli reazioni che il nostro organismo ci manifesta.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">Per ulteriori approfondimenti: <a href="https://www.efsa.europa.eu/it/node/913511" target="_blank">Clicca qui</a></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; color: #333333;">A cura della dott.ssa Nicoleta Paolillo, biologa ricercatrice</span></p>
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		<title>A tavola con la chimica</title>
		<link>https://www.ideecongusto.it/a-tavola-con-la-chimica/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 May 2016 19:26:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucrezia Balducci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cibo]]></category>
		<category><![CDATA[Cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Oggi, si parla spesso di alimentazione, sotto vari aspetti, soprattutto salutistici e culinari. Tra questi, viene spesso chiamata in causa la Chimica e i danni che comporta; ma se analizziamo bene, questa scienza non è la vera responsabile. I nostri alimenti, anche i più naturali, sono chimica, (sono fatti da molecole); noi stessi siamo fatti...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ideecongusto.it/a-tavola-con-la-chimica/">A tavola con la chimica</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ideecongusto.it">Ideecongusto</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #333333; font-size: 12pt;">Oggi, si parla spesso di <strong>alimentazione</strong>, sotto vari aspetti, soprattutto salutistici e culinari. Tra questi, viene spesso chiamata in causa la <strong>Chimica</strong> e i danni che comporta; ma se analizziamo bene, questa scienza non è la vera responsabile.</span></p>
<p><span style="color: #333333; font-size: 12pt;">I nostri alimenti, anche i più naturali, sono chimica, (sono fatti da molecole); noi stessi siamo fatti di molecole. La chimica ci piaccia o no, ci circonda, anzi ci costituisce!</span><br />
<span style="color: #333333; font-size: 12pt;"> Diciamo la verità, <strong>siamo noi che usiamo male la chimica</strong>! </span><br />
<span style="color: #333333; font-size: 12pt;"> Noi scegliamo gli alimenti basandoci sui nostri sensi e sulle emozioni. Il cibo che compriamo è quello che piace ai nostri occhi e ha un buon odore. Ma bello, si sà, non è sinonimo di buono.</span><br />
<span style="color: #333333; font-size: 12pt;"> Sarebbe meglio essere quindi dei consumatori critici, più che esteti!</span></p>
<p><span style="color: #333333; font-size: 12pt;">Sono stata poco tempo fa, ad un corso dal titolo “La chimica del piatto”, tenuto da un esperto chimico che con semplicità ha spiegato alcuni aspetti legati alla sicurezza del cibo. Tra gli argomenti trattati, uno mi ha incuriosito un bel po’.</span></p>
<p><span style="color: #333333; font-size: 12pt;">Chi di voi ha mai sentito parlare di <strong>Interferenti endocrini</strong>? Sicuramente in pochi!</span></p>
<p><span style="color: #333333; font-size: 12pt;">Il ministero dell’Ambiente insieme all&#8217;Istituto Superiore di Sanità nel 2014 ha fornito un decalogo per spiegare e sensibilizzare tutti noi su questo tema (<a style="color: #333333;" href="http://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/reach/decalogo_interf_endocr_13032014.pdf" target="_blank">per saperne di più clicca qui</a>)</span></p>
<p><span style="color: #800000; font-size: 12pt;"><strong>Ma di cosa si stratta?</strong></span><br />
<span style="color: #333333; font-size: 12pt;"> Con questo termine, irritante probabilmente a molti di voi, vengono denominate diverse sostanze, (ovviamente chimiche!), con le quali noi, direttamente o indirettamente, veniamo a contatto.</span><br />
<span style="color: #333333; font-size: 12pt;"> Queste sostanze, hanno un’azione nociva a livello del nostro sistema endocrino (<strong>ormonale</strong>).</span><br />
<span style="color: #333333; font-size: 12pt;"> Non sto quì ad elencarle tutte, visto che sono ben spiegati nel decalogo menzionato, (che vi suggerisco di leggere!), voglio solo portarvi giusto qualche esempio.</span></p>
<p><span style="color: #333333; font-size: 12pt;">Avete presente le <strong>bottiglie di plastica</strong>, contenenti le nostre bevande preferite, tipo acqua, latte, succhi e chi più ne ha, più ne metta, oppure le confezioni di plastica contenenti frutta e verdura?</span><br />
<span style="color: #333333; font-size: 12pt;"> Tutti questi contenitori dell’era moderna, hanno a che fare con gli interferenti endocrini.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"><strong><span style="color: #800000;">In dettaglio, cosa succede?</span></strong></span><br />
<span style="color: #333333; font-size: 12pt;"> La plastica è formata da lunghe catene di molecole, simili alle molecole che costituiscono i grassi (quelli che mangiamo e quelli di cui noi siamo composti).</span><br />
<span style="color: #333333; font-size: 12pt;"> Una legge fondamentale della chimica afferma che <strong>“il simile scioglie il simile”</strong>, quindi ad esempio cibi grassi contenuti nella plastica, possono con il tempo, corrodere quest’ultima. </span><br />
<span style="color: #333333; font-size: 12pt;"> Pensate ad esempio al latte (contiene grassi) ed alle bottiglie usate per venderlo.</span><br />
<span style="color: #333333; font-size: 12pt;"> Le bottiglie di latte in vetro, di un tempo, avevano quindi il loro perché!</span></p>
<p><span style="color: #333333; font-size: 12pt;">Non solo i contenitori di plastica che utilizziamo sono implicati in questo argomento, ma anche direttamente il cibo che mangiamo.</span></p>
<p><span style="color: #333333; font-size: 12pt;">Esiste un’intera isola nel Nord del Pacifico che è stata denominata <strong>Great Pacific Garbage Patch</strong>, costituita non da terra, ma da 100 milioni di tonnellate di rifiuti. La sua superficie si stima essere il doppio della Francia. Si parla di Oceano di plastica!</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;"><strong><span style="color: #800000;">Che centra quest’isola con gli interferenti endocrini?</span></strong></span><br />
<span style="color: #333333; font-size: 12pt;"> l <strong>pesci</strong> che vivono in queste zone mangiano insieme al placton anche pezzi di questa plastica o residui di questa. Ciò ha fatto si che i pesci di sesso maschile, siano diventati sterili. Alcuni tipi di plastica infatti sono costituiti da sostanze molto simili agli ormoni femminili, che generano appunto sterilità nelle specie maschili. Ecco perché si parla di Interferenti endocrini. </span><br />
<span style="color: #333333; font-size: 12pt;"> Pensate a noi adulti e bambini che mangiamo di questi pesci! Oppure a tutte le sostanze plastiche con le quali noi veniamo a contatto ogni giorno!</span><br />
<span style="color: #333333; font-size: 12pt;"> E’ probabile che l’aumento di <strong>sterilità maschile</strong> nell’uomo, negli ultimi tempi sia dovuto anche a questo tipo di inquinamento.</span></p>
<p><span style="color: #333333; font-size: 12pt;">Quello del latte e del pesce, sono due esempi di come noi possiamo entrare in contatto con questi Interferenti endocrini.</span></p>
<p><span style="color: #333333; font-size: 12pt;">Per come la vedo io non serve tuttavia fare del <strong>terrorismo psicologico</strong>, nè pensare di vivere sotto una campana di vetro, esclusi da qualsiasi danno. </span><br />
<span style="color: #333333; font-size: 12pt;"> E’ più utile trovare delle soluzioni al problema, che possono essere adottate per ridurre al minimo l’uso di cibo “contaminato” direttamente e indirettamente da queste sostanze.</span></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong><span style="font-size: 16px;">Qualche consiglio</span></strong></span><br />
<span style="color: #333333; font-size: 12pt;"> Oggi ci sono anche delle realtà “artigianali” che consentono di prendere latte in <strong>bottiglie di vetro</strong>, direttamente in sede di produzione oppure direttamente al distributore. Inoltre variare il tipo di latte, facendo in casa quello vegetale, (conservandolo in una bottiglia di vetro!), ci permette non solo di variare la nostra alimentazione ma anche di venire a contatto meno possibile con queste sostanze. </span><br />
<span style="color: #333333; font-size: 12pt;"> Stesso discorso per i succhi contenuti nelle bottiglie di plastica: un buon succo/centrifugato fatta in casa o bevuto al bar, apporta sicuramente più benefici al nostro benessere.</span></p>
<p><span style="color: #333333; font-size: 12pt;">Per <strong>frutta e verdura</strong> meglio sempre prediligere quella fresca (di stagione!) anziché quella in scatola o in busta che, se usata, deve essere sciacquata bene, prima del consumo.</span></p>
<p><span style="color: #333333; font-size: 12pt;">Non dimentichiamoci poi dell’acqua in bottiglia! Bere acqua di sorgente (Roma ne è piena! <a href="http://www.ideecongusto.it/scopriamo-le-acque-gennaio-2015/" target="_blank">Leggi l&#8217;ebook per saperne di più</a>) andando periodicamente a prenderla con bottiglie di vetro, può avere se ci si pensa, tanti risvolti positivi: </span></p>
<ul>
<li><span style="color: #333333; font-size: 12pt;">in primis una buona opportunità per uscire di casa anziché fare gli eremiti ed inoltre dedicandosi ad una attività salutare (alcune di queste <strong>sorgenti</strong> sono circondate da splendidi parchi verdi, dove respirare un po’ di più ossigeno)</span></li>
<li><span style="font-size: 12pt;"><span style="color: #333333;">inoltre, cerchiamo di mangiare <strong>pesce a Km 0</strong>, come già consigliato in un altro articolo (<a href="http://www.ideecongusto.it/pesce-giusto-al-momento-giusto/" target="_blank">Leggi qui</a>)</span><span style="color: #333333;">, poiché sicuramente questo tipo di alimento avrà visto ed ingoiato meno plastica del tonno in scatola, comprato al supermercato.</span></span></li>
</ul>
<p><span style="color: #333333; font-size: 12pt;">Insomma, piccoli accorgimenti, che diventano uno <strong>stile di vita</strong>, possono aiutarci a vivere bene.</span><br />
<span style="color: #333333; font-size: 12pt;"> Mangiare e stare bene si può, se si fa un po’ di attenzione!</span></p>
<p><span style="color: #333333; font-size: 12pt;"><em>A cura della dott.ssa Nicoletta Paolillo</em></span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ideecongusto.it/a-tavola-con-la-chimica/">A tavola con la chimica</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ideecongusto.it">Ideecongusto</a>.</p>
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